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In ricordo di Adolfo Celi
27 luglio 1922 - 19 febbraio 1986
Adolfo Celi cresce tra la Sicilia e il Nord Italia, tra le sue residenze c'è anche Padova. Grazie ad una cinepresa amatoriale regalatagli dal padre comincia a impratichirsi con la ripresa. Entrato nell'immaginario collettivo per alcune interpretazioni immortali di film senza tempo, dopo aver studiato all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma, inizia la sua carriera d'attore nell'immediato dopo guerra, al confine tra l'Italia e il Brasile, dove interpreta e dirige alcuni film. In Italia lavora con Luigi Zampa, Aldo Fabrizi, Luigi Comencini, interagendo con attori del calibro di Gassman e Totò. Sono i primi vent'anni della sua carriera che lo consacrano attore di livello internazionale. Cinismo e divertimento si alternano con leggerezza nelle sue interpretazioni; indimenticabile antagonista di James Bond in Agente 007, Thunderball operazione tuono, capace di partecipare nello stesso anno a film di Zeffirelli (Fratello sole, sorella luna) e di Di Leo (La mala ordina), lavora con Bava (Diabolik), Olmi (…e venne un uomo), Bunuel (Il fantasma della libertà), Monicelli, da Brancaleone alle crociate a Amici Miei, dove la sua interpretazione del professor Sassaroli ha fatto storia, senza dimenticare Sandokan di Sollima e Febbre da cavallo di Steno. Attore versatile, capace di far ridere e al tempo stesso irritare, capace di regalare sorrisi e terrore, fine interprete in grado di camuffarsi nelle più diverse realtà cinematografiche e stili narrativi. Con la leggerezza tipica solo dei più grandi, ha rappresentato l'alta borghesia italiana del dopoguerra, tanto pulita e inattaccabile in apparenza, quanto perversa e corrotta nei suoi lati nascosti. Morì a Siena per un' attacco cardiaco.
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Le candele accese per Adolfo: |
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Roxie's Place
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