| Corrado Mantoni |
02 agosto 1924 - 08 giugno 1999Corrado Mantoni, in arte era chiamato semplicemente Corrado. Approdò in televisione negli anni sessanta, dopo aver sperimentalmente trasmesso i suoi programmi radiofonici in tv, come fu per il programma Rosso e Nero, in cui aveva come valletta Sophia Loren, e ospitò tra gli altri Danny Kaye e Gregory Peck. Diventò il conduttore ufficiale delle più importanti manifestazioni italiane: concerti, premiazioni, Miss Italia. Condusse storiche trasmissioni: L'amico del giaguaro, Controcanale - in cui lavorò con Guglielmo Zucconi - La prova del nove. Per circa vent'anni fu l'archetipo della conduzione radiotelevisiva insieme a Mike Bongiorno ed Enzo Tortora. Presentò due tra le migliori edizioni di Canzonissima negli anni settanta. Nel 1974 condusse il Festival di Sanremo. Inventò e condusse, dal 1976, Domenica In, conduzione che, dopo tre fortunatissime edizioni, gli fu sottratta; il titolo del contenitore, da lui pensato e lanciato, è ancora utilizzato negli anni Duemila. Nel 1978, mentre era alla guida della sua autovettura ne perse il controllo e fu coinvolto, con la soubrette Dora Moroni, in un gravissimo incidente, dal quale si salvò, subendo varie operazioni. Anche la sua collaboratrice subì pesanti conseguenze e dovette subire una lunga degenza e una rischiosa operazione alla gola per recuperare la possibilità di parlare. Dal 1982 passò alle reti Mediaset, e ne inaugurò gli studi di Roma. Tra i suoi programmi più famosi ci sono Il pranzo è servito e La corrida: quest'ultimo è considerato il suo cavallo di battaglia. Non vanno inoltre dimenticate trasmissioni come Ciao gente e Buona domenica. Nel corso della sua carriera ricevette numerosi complimenti da parte di celebri "addetti ai lavori": fu apprezzato da Vittorio De Sica e da Totò, che lo soprannominò "Lo scognomato" a causa del solo nome di battesimo usato come nome d'arte; venne stimato da Umberto Eco (che di lui però disse: "Corrado è l'Italia, perciò l'Italia lo ama") ed infine fu difeso da Indro Montanelli sul Corriere della Sera quando vi furono interpellanze parlamentari a causa della frase che pronunciò in TV, ovvero "L'Italia è una repubblica fondata sulle cambiali". Negli anni novanta condusse per sette anni consecutivi il Gran Premio Internazionale dello spettacolo, di cui rimane ancora il presentatore del maggior numero di edizioni. Indimenticabili i suoi duetti con Mike Bongiorno, suo rivale, su cui Corrado riusciva sempre a dominare con elegante ironia, nei loro rari incontri televisivi. Corrado, riservato e schivo, lontano dalla politica, coronò una carriera durata 55 anni, lavorando ininterrottamente e rimanendo sempre alle vette del successo. Si congedò dal grande pubblico durante l'ultima puntata della sua Corrida nel dicembre del 1997, quando all'insaputa di autori e produttori recitò con gli occhi lucidi visibilmente commosso questa poesia: «Abbiamo cominciato un po’ in sordina questa Corrida, decima edizione. Ci siamo detti :“moh, andrà come prima”. E invece è stato un vero successone. Non è che prima avesse brutti ascolti, no.. Si sa che si è difesa sempre bene, ma mai come quest’anno, a conti fatti, davvero in tanti siamo stati insieme. Abbiamo fatto un record di ascolti, e sotto sotto, è dispiaciuto a molti. Ospiti illustri contro strana gente, che quasi sempre non sa fare niente. Ma poi, come è finita lo si sa: ha vinto questo nostro varietà e dico varietà, badate bene, e fatto pure come tivù comanda. Perché vi giuro, ho un po’ le tasche piene, di udire la peggiore delle offese che alla Corrida fanno la domanda (come qualcuno scrisse a suo tempo), soprattutto gli scemi del paese. E’ gente che si vuole divertire. Hanno una dote che non è pazzia, e ce l’hanno in pochi: si chiama autoironia! In quanto a me, sono stato fortunato perché ho trovato collaboratori che forse più di me hanno sudato e più di me meritano gli allori. Sono tanti e i nomi non li posso fare, vorrei, ma finirei con l’annoiare. E’ andata bene pure grazie a loro perché un successo non si fa da solo. E adesso la Corrida finirà, forse per sempre, forse, chi lo sa..? Qualcuno, e questa è ormai un’istituzione tra un poco ne farà un’imitazione. Pazienza, io mi sono divertito per tanti anni ed è arrivato il tempo di dare il mio commosso benservito, ma chi lo sa se poi non me ne pento? Lo so, mi mancherete e pure tanto. E se c’è stato uno scemo del paese Oh! M’ha insegnato, non sapete quanto, a sorridere e a non aver pretese» È morto in seguito ad un tumore ai polmoni. La città di Roma gli ha dedicato, nel 2004, una via nel quartiere Casale Nei, in cui abitò. Ciao, Corrado, scusami per il ritardo... da oggi, sei qui e ti ricorderemo sempre. |
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02 agosto 1924 - 08 giugno 1999
